Nous Deux
Hebdo No. 2924 dal 15 al 21 luglio 2003
“Ho incontrato colui che vive grazie al cuore di mio figlio”.
Nel gennaio 2002, Pascale Lilla ha rispettato la volontà di suo figlio Denis, deceduto in un incidente all’età di 18 anni; dare i suoi organi. La sorte ha permesso a due famiglie svizzere, quella del donatore e quella del ricevitore, di trasgredire l’anonimato…

Ciò che bisogna saper sul dono di organi
In Francia, ogni anno sono effettuati 3’000 trapianti di organi e 25’000 trapianti di midollo osseo, di tessuti o di cellule. L’EFG (Etablissement français des greffes = Stabilimento francese dei trapianti), creato nel 1994, gestisce la lista dei pazienti in attesa dei trapianti, ripartisce e attribuisce gli innesti. I principali trapianti sono il rene, il pancreas, il fegato, il cuore, i polmoni, l’intestino tenue, le cornee, le ossa, la pelle, cosi come i vasi sanguigni e le valvole cardiache.
Tutti quelli che non hanno fatto conoscere la loro opposizione al prelievo di organi o di tessuti (l’opposizione può farsi oralmente presso la sua famiglia che testimonierà, può essere scritta su qualsiasi cosa o tramite iscrizione al registro nazionale automatizzato di opposizione) sono dei presunti acconsenzienti.
Il prelievo avviene solamente dopo la constatazione della morte cerebrale. E’ sottomesso ai principi di gratuità, anonimato tra donatore e ricevitore, sicurezza sanitaria.
Dare il suo sangue può anche salvare delle vite.
*EFG, 5, rue Lacuée, 75012 Paris. Tel. 01.44.67.55.50
www.efg.sante.fr


Per informarsi
France ADOT, Fédération des associations pour le don d'organes et de tissus humains
(Federazione delle associazioni per il dono di organi e di tessuti uman), BP 35, 75462 Paris Cedex 10.
www.france-adot.org
France Transplant, Hôpital St-Louis, 1, avenue Claude Vellefaux, 75475 Paris Cedex 10. Tel.: 01.42.49.48.10
www.france-transplant.com
Nous Deux: A 18 anni aveva una carta di donatore...
Pascale Lilla: Nella sua classe c’era stato un bambino malato di cancro. Hanno parlato del dono di organi. Ciò ha percosso nella sua testa. Ne abbiamo discusso a casa. I miei due figli e io stessa formavamo una famiglia monoparentale molto unita. C’era molto amore tra noi.
Per Denis, grande sportivo, ricevere un aiuto medico era più probabile del dono, ma se si accettava questo principio, bisognava andare fino in fondo al ragionamento. E Denis ha deciso di firmare una carta di donatore.

E il destino è venuto a bussare alla Sua porta…
Si, Denis ha avuto un incidente il 5 gennaio 2002, a 300 m di distanza dal nostro domicilio, in Svizzera. Dopo uno slittamento sul ghiaccio, la sua macchina è andata a finire in un muro.
Ha avuto un solo punto d’impatto, alla tempia sinistra. Un elicottero lo ha trasportato all’ospedale. Lì, Guy, il mio secondo figlio, ed io abbiamo aspettato per 3 ore, senza avere nessuna informazione. Abbiamo dovuto arrabbiarci affinché ci faccino stare vicino a lui.
Il pronostico era legato all’evoluzione dell'edema cervicale che si rimuoveva poco a poco. Denis stava in coma, ma noi non abbiamo mai smesso di parlargli, di incoraggiarlo a battersi. Quando l’edema è aumentato brutalmente, abbiamo capito che se ne sarebbe andato.

Quando è stata la questione del prelievo?
Abbiamo anticipato la decisione dicendo loro che Denis era molto favorevole al dono di organi. Mi hanno risposto: “Signora, lui non è ancora morto”. Alla fine della giornata, il medico del pronto soccorso e il neurologo hanno confermato ciò che noi sapevamo già.
Siamo rimasti soli con Denis, per dirgli, ad alta voce, che aveva il diritto di andarsene.
Delle macchine l’hanno mantenuto in vita fino al momento degli ultimi test. Avrei voluto poter toccare mio figlio, avere al momento della sua partenza lo stesso contatto fisico come alla sua nascita, ma stavamo dietro ad una tenda. La morte cerebrale è stata constatata.
Denis aveva scelto, noi abbiamo rispettato la sua scelta. Non è partito per senza niente,
sette organi sono stati prelevati, in favore a otto ricevitori.

Avete incontrato il ricevitore del cuore?
Di fatti, Jem, che aveva beneficiato di un trapianto cardiaco, conosceva una compagna di Denis. Lei gli ha fatto notare che la data del trapianto che lui aveva subito e quella del decesso di Denis coincidevano. Siccome noi abbiamo creato una fondazione, “Passate il Testimone”, ho partecipato ad una trasmissione televisiva che la famiglia di Jem ha visto. Dal lato mio ho letto nella stampa un articolo consacrato a Jem. La sua mamma ha suggerito un incontro. Cinque ore più tardi, ci siamo incontrati. Abbiamo tirato fuori l’album di foto, abbiamo mangiato insieme. Jem, 22 anni, e mio figlio Guy, 18 anni, hanno parlato di computer.
Quel giorno, l’amicizia è nata tra le nostre due famiglie.

Per voi, il cuore è quello di Denis?
Le cose sono molto chiare: è quello di Jem. Il suo cuore di miopatico che minacciava di non battere più, pesava otto chili. Per riempire una cavità così importante, ci voleva un donatore grande e sportivo. La morte di Denis, è la sua assenza, non il prelievo di organi. Mi manca nella sua vita di tutti i giorni, la sua allegria, il suo calore. Per me, è partito “tutto intero”. Sembra paradossale. Farlo incinerare, come ne avevamo preso la decisione da molto tempo, fu più doloroso del prelievo.

Quali sono gli obiettivi della vostra Fondazione?
Distribuire in Svizzera una carta di donatore di organi di cui i dati sono registrati in un registro informatico. Organizzare delle campagne d’informazione. Trovare tra le personalità del mondo medico, politico, culturale e sportivo, degli ambasciatori benevoli per sostenere la nostra azione. Proporre sul nostro sito internet un forum di discussione.
Su questo sito il ricevitore dei polmoni di Denis si è manifestato per esprimere la sua gratitudine. Un ragazzo di 19 anni.

Marie Bourdin

*Passez le Relais
Tel.: (0)21.964.19.15 preceduto di 0041 dalla Francia.
E-mail: info@passezlerelais.org et www.passezlerelais.org

- Da leggere -
Le don d'organes (Il dono di organi), Marlyse Tschui, éd. Anne Carrière